Pare che quest'anno gli alberi di prugnette abbiano dati tanti frutti. E così ne abbiamo approfittato: un tot di chili di prugnette, raccolte in un fine settimana bucolico da Roberta e Marco, sono arrivati a casa e sono stati trasformati in marmellata di due tipi:

  • la prugnette, mele e cannella che vi racconto qui di seguito,
  • e la prugnette e zenzero, forse meno riuscita, ma comunque dignitosa, che vi racconto un'altra volta.

Che cosa

  • un tot di prugnette;
  • mezzo tot di zucchero (pesate le prugnete complete di nocciolo, dopo averle lavate e asciugate);
  • una mela ogni chilo di prugnette
  • cannella, un cucchi

Come

Per cominciare armatevi dell'ingrediente fondamentale per questa ricetta: la pazienza. Snocciolare le prugnette gialle è un atto zen: la polpa non si stacca dal nocciolo e, se non vi aiutate con respiri profondi e cadenzati, potreste andare in bestia alla decima prugnetta. Se persistete alla ventesima trovate un metodo, che avrete fatto vostro e perfezionato entro la cinquantesima. Di lì in poi, il percorso è in discesa.

L'altro ingrediente indispensabile è la pentola a doppio fondo. Paola, mia mamma (quella della torta di mele), fa da sempre le marmellate usando pentole a fondo molto spesso, d'acciaio. E non mescola mai.

Mettete le prugnette insieme alle mele tagliate a tocchetti in pentola ed accendete il fuoco. Lasciate che le prugnette prendano il bollore e aggiungete lo zucchero e la cannella. Date una mescolata e abbassate la fiamma al minimo. Lasciate sobbollire per un paio d'ore, fin quando la marmellata si è addensata a sufficienza: il tempo dipende dalla quantità di acqua inizialmente presente nelle prugnette, da quanto è forte il vostro fuoco, da quanto è grande la pentola. Per sapere se potete smettere di cuocere, fate la prova del piattino: mettete un mezzo cucchiaino di marmellata su un piattino freddo e inclinatelo: se la marmellata scivola via continuate a cuocere; se è stabile e resta dove la mettete siete a posto.

Cotta la marmellata, mettetela nei barattoli e serrateli per bene. Io, per concludere, li ho fatti anche bollire per una ventina di minuti.

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